La storia dei Guardiani a Kaladesh

La storia dei Guardiani a Kaladesh

La storia dei Guardiani ha inizio in quest’altro articolo, se conosci tutte le vicende fino ad Emrakul puoi proseguire con il racconto.

Nei tre mesi che seguirono alla vicenda di [card]Emrakul, the Promised End[/card] su Innistrad, i Guardiani fecero di Ravnica il loro quartier generale.

Tramite [card]Tamiyo, the Moon Sage[/card], i guardiani ricevettero un emissario dal Consolato di Kaladesh, il Vedalken [card]Dovin Baan[/card]. Dovin voleva assumere i Guardiani per fornire protezione per la [card]Fiera degli Inventori[/card] che si sarebbe tenuta a Ghirapur. Su Kaladesh un gruppo di ribelli si opponevano al Consolato che governava il piano. [card]Liliana Vess[/card], tuttavia, chiarì rapidamente che l’intenzione del Gatewatch era quella di combattere altri planeswalker o minacce extraplanari, non disordini locali. Inoltre, diversi membri influenti del Senato Azorius di Ravnica erano stati pietrificati, lasciando credere a Jace che [card]Vraska, Scheming Gorgon[/card], potesse essere la colpevole di tutto questo. I Guardiani quindi inizialmente non furono interessati a recarsi su Kaladesh.

La storia dei Guardiani a Kaladesh

[card]Chandra, Torch of Defiance[/card] era originaria di Kaladesh e i discorsi di Dovin turbarono molto la piromante. I suoi genitori infatti erano scomparsi per colpa del Consolato. Chandra cercò conforto in Nissa, ma stranamente fu Liliana a darle supporto, incitandola a tornare su Kaladesh per vendicare i suoi genitori.
Insieme alla negromante, partirono per Kaladesh. Arrivate ​​a Ghirapur, le due iniziarono a cercare i rinnegati. La loro ricerca fu interrotta quando Liliana si accostò ad una guardia Vedalken. Le due si nascosero in un vicolo, dove Chandra scoprì un mosaico del suo defunto padre. Liliana non perse l’occasione per incitare Chandra a vendicarsi anche di [card]Baral, Chief of Compliance[/card].

Non trovando aiuto nei Guardiani Dovin, accettò con riluttanza di collaborare con Tezzeret per difendersi dai rinnegati. In cambio Tezzeret chiese a Dovin di architettare un piano per sbarazzarsi dei Guardiani. Quest’ultimo evidenziò che Chandra era la più vulnerabile, per via della sua impulsività. Studiarono insieme un modo per isolare e portare ad un passo falso la giovane.

La storia dei Guardiani a Kaladesh

Durante la loro continua ricerca, Chandra e Liliana divennero testimoni di un’agitazione in cui l’etere era stato sottratto dai sistemi di Ghirapur. [card]Tezzeret the Schemer[/card] disse pubblicamente che il blackout fu causato da un artigiano che Tezzeret nominò come “Primo Rinnegato”. Chandra riconobbe il “Primo Rinnegato”, era certa che fosse la presunta madre morta, [card]Pia Nalaar[/card]. Lottarono contro i costrutti del Consolato per raggiungere sua madre, ma Chandra non riuscì ad evitare la mamma venisse imprigionata. Per scongiurare che Chandra commettesse qualche errore, Liliana la costrinse a ritirarsi insieme a Nissa recentemente arrivata a cercarle sul piano. Il trio si divise quando Liliana e Nissa litigarono, quindi la negromante partì per occuparsi di alcune cose da sola. Senza rivelarlo agli altri, Liliana aveva intenzione di regolare dei conti in sospeso con Tezzeret. Poco dopo Chandra e Nissa furono trovate da un vecchio amico dei Nalaar, [card]Oviya Pashiri, Sage Lifecrafter[/card]. Pashiri confortò Chandra e le disse che si stavano organizzando per salvare sua madre.

La storia dei Guardiani a Kaladesh

Insieme a Nissa e Pashiri, visitarono la festa di [card]Yahenni, Undying Partisan[/card]. Yahenni all’inizio sembrò non essere in grado di aiutarli, ma un ufficiale del consolato rivelò la prigione dove si trovava Pia Nalaar. Pashiri disse a Chandra che Baral lavorava proprio lì. Nella città vi era una fitta rete di tunnel sotterranei che si collegavano ad ogni edificio. Con l’aiuto di Nissa, riuscirono a localizzare gli oleodotti che collegavano la prigione al resto dell’infrastruttura della città e trovarono la prigione nascosta. Quando vi entrarono, tuttavia, Baral li stava già aspettando, essendo stato avvertito da Dovin Baan. Baral attirò il gruppo in una [card]Trappola Ermetica[/card] a tenuta stagna e la riempì di gas velenoso.

La storia dei Guardiani a Kaladesh

Nemmeno il potere combinato dei due planeswalker riuscì a rompere la prigione. Chandra credendo che sarebbe stata la sua fine si confidò con Nissa dicendole che vedeva i Guardiani come una famiglia. Ringraziando Nissa per essere venuta a Kaladesh, la esortò a scappare con i suoi poteri da planswalker, mentre lei sarebbe rimasta con Pashiri. Fortunatamente furono liberati dal Planeswalker [card]Ajani Goldmane[/card], che era venuto in cerca di Oviya Pashiri.

La storia dei Guardiani a Kaladesh

Dopo essere stati liberati, arrivarono gli altri membri dei Guardiani, che furono allertati da Liliana. Gli annunci pubblici dell’esecuzione del “Primo Rinnegato” durante il gran finale della Fiera degli Inventori fecero sì che il gruppo si mescolasse con la folla. Chandra osservò, a malapena trattenuta dai poteri telepatici di Jace, mentre sua madre stava per essere trucidata da Tezzeret.

Quando i planeswalker si rivelarono, combatterono contro Tezzeret e i suoi costrutti, ma il Capo Giudice fuggì rapidamente dalla scena sulla sua nave volante, la [card]Skysovereign, Consul Flagship[/card]. Scoprendo che la loro presenza era stata usata come una distrazione per confiscare le invenzioni mostrate alla Fiera e per prendere prigionieri gli inventori, i Guardiani giurarono di scoprire ciò che Tezzeret aveva programmato.
Tra tutte le invenzioni, il [card]Ponte Planare[/card] era la più rilevante. Esso consentiva di trasportare da un piano ad un altro del multiverso la materia non vivente.
Chandra e sua madre finalmente si riunirono.

La rivolta dell’Etere

Chandra quindi collaborò con i Rinnegati, combattendo al loro fianco contro le truppe del Consolato. Il suo stile aggressivo attirò l’attenzione di Gideon, che le ricordò che la maggior parte delle truppe del Consolato erano persone normali che facevano solo ciò che veniva loro detto. Chandra ribatté che non importava, che Tezzeret e il Consolato erano la stessa cosa. Gideon continuò rammentandole che lo scopo dei Guardiani non era viaggiare da un piano all’altro per imporre il loro giudizio sugli abitanti del mondo, altrimenti non sarebbero migliori dei tiranni che loro stessi combattevano. Ripensando al suo giuramento, Chandra promise che avrebbe cercato di evitare danni collaterali, ma che la sua lealtà era tanto verso i Guardiani, tanto verso la sua famiglia.

Insieme a sua madre, visitarono [card]Gonti, Lord of Luxury[/card], che promise di aiutarle nel conquistare l’ [card]Aether Hub[/card] centrale della città in cambio di servizi resi in seguito. Il personale dell’hub stava cedendo di fronte al numero superiore di rinnegati. In un contrattacco del consolato, Baral si trovò faccia a faccia con Chandra. Baral, sapendo di non avere chance di vittoria contro la piromante, cercò di adirare Chandra parlandole della morte del padre. Il suo colpo basso ebbe successo portando la giovane planeswalker quasi fino al punto di auto-implodere. Alla fine fu salvata da Nissa e Ajani.

Liliana voleva a tutti i costi affrontare e uccidere Tezzeret, dicendo a Gideon che sarebbe stata la distrazione perfetta per permettere così alla [card]Speranza di Ghirapur[/card] di distruggere il [card]Ponte Planare[/card]. Usando i suoi Zombi per spaventare i soldati del Consolato, che non avevano mai visto non morti prima, raggiunse la Guglia dell’Etere e salì in cima, dove trovò Tezzeret che stava impiantando il meccanismo del [card]Planar Bridge[/card] sul suo corpo meccanico. I due combatterono, Tezzeret usando la sua magia di metallo e Liliana il suo comando sulla morte. Tezzeret mise in dubbio la sua fedeltà ai Guardiani e cercò di incitarla contro Jace, dicendole che l’aveva resa debole.

Liliana apprese che Tezzeret era stato su Kaladesh su comando di Bolas e che credeva che il Drago l’avesse mandata ad osservare i suoi progressi. Liliana riuscì a sopraffarlo e gli chiese dove si nascondeva Bolas. Costretto dalle circostanze, Tezzeret rivelò che Bolas si trovava su Amonkhet, il piano in cui risiedeva anche [card]Razaketh, the Foulblooded[/card], uno dei quattro demoni a cui aveva venduto la sua anima. Prima che potesse finirlo, Chandra e Gideon si schiantarono contro la struttura del Ponte Planare, distruggendolo, ma permettendo a Tezzeret di scappare con il meccanismo del portale planare nel suo busto.

Su Kaladesh la ribellione era vinta, ma Tezzeret e Bolas stavano tramando qualcosa, Liliana consigliò ai Guardiani di muoversi direttamente contro Bolas, capendo che con Tezzeret vivo, la loro sicurezza era compromessa.

Una volta che i rinnegati si erano assicurati la vittoria nella rivolta e avevano portato un cambiamento radicale al consolato, per Ajani fu un onore essere accolto nelle fila dei Guardiani. Prestò giuramento allo scopo di proteggere gli innocenti dai tiranni e di aiutare tutti gli esseri a trovare il loro posto.

Disse: “Finchè tutti non avranno trovato il loro posto, sarò un guardiano”

Sebbene facesse parte dei Guardiani, Ajani obiettò l’idea del Gatewatch di affrontare immediatamente Nicol Bolas sul piano di Amonkhet. Supplicò di riconsiderare i loro piani e di trovare altri alleati, conoscendo l’immenso potenziale di Bolas.

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