Chandra Nalaar origini della Piromante in Italiano

Chandra Nalaar origini della Piromante

Chandra Nalaar origini della Piromante in Italiano

[card]Chandra Nalaar[/card] era una planeswalker che usava il mana rosso. Le sue caratteristiche principali erano ingegno e impetuosità. Affrontava ogni missione con passione, ma per un motivo o per un altro finiva sempre per litigare con qualcuno, spesso con chi provava ad imporre autorità nei confronti di altri.
In combattimento utilizzava il fuoco in qualsiasi sua derivazione: scintille, bagliori, grandi palle di fuoco erano solo alcuni dei suoi incantesimi preferiti. Il rosso era il suo colore, aveva vestiti e capelli di questa tonalità che prendevano fuoco quando usava la magia.
Era uno dei membri fondatori dei Guardiani che vigilavano sul multiverso, combattendo le minacce interplanari.

Chandra Nalaar origini della Piromante

Originaria del piano di Kaladesh, veniva da una famiglia di inventori, ma la sua pazienza di esauriva ben prima di portare a compimento le sue invenzioni. Non trovando un posto in quel mondo fondato sulla tecnologia, pensò di potersi applicare nel trasporto dell’etere che serviva per l’alimentazione dei meccanismi. Le forniture erano ben sorvegliate dal consolato, ma a Ghirapur c’era moltissima richiesta e gran parte dell’etere arrivava dal contrabbando. Era questo che Chandra voleva fare: diventare la più grande ricercata di Kaladesh per le forniture di etere, perchè a suo parere, ognuno avrebbe dovuto avere l’etere di cui aveva bisogno. Il suo primo lavoro fu portare l’etere ad [card]Oviya Pashiri, Saggia Forgiavita[/card], amica di famiglia.

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Volendo evitare le strade più affollate per non fare tardi, oltrepassò una rete metallica entrando in una zona riservata, poco dopo si imbattè in due guardie che la bloccarono, provarono a perquisirla ma lei non glielo permise, li colpì e provò a fuggire. Le guardie chiamarono [card]Baral, commissario della conformità[/card] che mise la ragazzina con le spalle al muro, la strattonarono e le dissero che l’avrebbero costretta ad obbedire ai loro ordini. Chandra era in preda alla rabbia e per la prima volta le si accesero le mani di fuoco, sorpresa scosse le mani come per spegnerle, ma non ci riuscì, quando capì che per qualche strano motivo non subiva dolore dal fuoco cercò di usarlo per togliersi da quella situazione.

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Ancora inesperta, Chandra creò un cerchio di fuoco nell’aria che esplose in un bagliore capace di accecare gli aggressori, poi scappò. Baral inviò dei Totteri ad inseguirla. Chandra si rese subito conto che la sua fuga sarebbe stata molto ardua, corse più forte che poteva fino a raggiungere Oviya davanti alla [card]Fonderia dei Consoli[/card]. L’inventrice per aiutare Chandra scagliò una delle sue creazioni su un tottero che esplose, poi disse a Chandra di entrare velocemente nell’edificio e chiuse la porta. Anche dentro la Fonderia i Totteri non smisero di cercarla. Ancora una volta la paura di Chandra le permise di far affiorare sulle sue mani un fuoco ardente che scagliò su un tottero dopo l’altro, ma più ne abbatteva e più ne arrivavano. Senza pensarci troppo, Chandra lanciò la bombola di Etere che stava trasportando e le sparò il suo fuoco, facendo esplodere interamente la Fonderia.

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Tornò a casa in lacrime spiegando ai genitori cosa fosse successo, i genitori la tranquillizzarono, le dissero che non si vedevano più piromanti da anni, che i consoli l’avrebbero braccata per paura delle sue abilità da piromante. La notte stessa partirono tutti e tre, non rimasero mai in uno stesso luogo per più di qualche giorno. Chandra aveva capito di aver costretto a questa vita da nomadi i suoi genitori e se ne dispiaceva, ma loro avrebbero fatto di tutto per lei. Il padre infatti per evitare che la bambina combinasse guai, creò uno sfiatatoio che trasformava il suo fuoco ardente in una piccola coltre di fumo.

Un giorno Baral arrivò nel villaggio dove si trovava Chandra con la sua famiglia. Quando i due si incontrarono Baral comunicò a Chandra che si doveva consegnare a lui perchè, in quanto piromante, era un pericolo per la società. Le chiese quanti danni avesse fatto e quante persone avesse già ucciso. Chandra innocente rispose che aveva solo rotto qualche giocattolo per sbaglio. Baral di tutta risposta ordinò alle guardie che aveva portato con se di appiccare il fuoco nel villaggio e di dare la colpa alla piromante.

Chandra tentò di scappare, ma Baral la raggiunse, il padre di Chandra si mise in messo, urlando che era lui il ricercato che stavano cercando e che si sarebbe arreso. Il commissario Baral lo trafisse con un pugnale. Impotente per colpa dello sfiatatoio fu catturata e riportata a Ghirapur. Lì fu condannata a morte, essendo accusata dell’esplosione della Fonderia e della morte di 3 uomini nell’incendio (creato dalle guardie di Baral) del villaggio dove venne ritrovata.

Durante l’esecuzione di piazza, Chandra poteva distinguere chiaramente Baral che la guardava soddisfatto e Oviya con le lacrime agli occhi. La sua rabbia era enorme e lo sfiatatoio creava fumo in continuazione, quando il boia stava per colpirla lei era talmente ardente che le sue catene si sciolsero, così come lo sfiatatoio, un esplosione echeggiò per la piazza, i suoi capelli e i suoi occhi presero fuoco. Il boia e i carcerieri erano stati spazzati via dalla sua potente eruzione, quando riaprì gli occhi, attorno a lei vi erano solo monaci e non c’era traccia della piazza, Chandra non capiva dove fosse e cosa fosse successo. La sua scintilla da Planeswalker si era attivata e le aveva fatto cambiare piano del Multiverso. Notò subito che monaci accanto a lei riuscivano a dominare il fuoco, la salutarono e le dissero che era la benvenuta.

L’incontro con Jace e Gideon

Anni dopo Chandra rubò la pergamena del drago dal [card]Santuario Spirituale[/card] delle Stelle, nonostante fu inseguita da soldati e [card]Gargoyle Sentinella[/card], fuggì grazie ad un incantesimo di fuoco che simulò la sua stessa esplosione. [card]Jace Beleren[/card] venne incaricato di recuperare la pergamena e di cancellare i ricordi di essa nella mente di Chandra. Quando si incontrarono Jace fu sconfitto molto velocemente. Purtroppo per Chandra però quella che aveva sconfitto era solo una sua illusione, il vero Jace riuscì a stordirla grazie ad una [card]Esplosione Psionica[/card]. Completò la missione appropriandosi della pergamena e cancellando i suoi ricordi, infine lasciò la piromante accasciata al suolo. Alla ragazza però era stato consigliato di trascrivere una copia del documento proprio per scongiurare eventualità come quelle che le erano accadute. Jace aveva la pergamena originale, ma Chandra ne manteneva una copia.

Chandra Nalaar origini della Piromante in Italiano
Chandra Nalaar origini della Piromante

Chandra andò a studiare la piromanzia presso l’ [card]Abbate del Torrione Keral[/card] sul piano di Regatha. Quella roccaforte fu fondata innumerevoli anni prima da un altro Planeswlker piromante: [card]Jaya Ballard[/card]. I fondamenti su cui si fondava il monastero erano la libertà e il libero arbitrio, a patto che non si interferisse negativamente sugli altri. Madre Luti, responsabile dei maghi del fuoco del monastero, chiese a Chandra di recuperare la pergamena originaria rubata da Jace. La sua missione si concluse con un fallimento, mentre fuggiva dal santuario delle stelle che era stato quasi interamente distrutto dal suo fuoco, incontrò [card]Gideon Jura[/card] che aiutò la piromante, insieme i due recuperarono la pergamena, ma Gideon decise di restituirla ai proprietari perchè riguardava il destino del piano di Zendikar.

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Dopo alcune disavventure sul piano di Diraden i due planeswalker consolidarono la loro alleanza e Chandra salvò la vita a Gideon dal vampiro Velrav che tentò di impadronirsi della scintilla da Planeswalker di Gideon. Tornati su Regatha i due Planeswalker scoprirono di essere di due fazioni avverse, e Chandra venne condannata a morte dall’ordine di Gideon, a causa di ideali completamente differenti i due diventarono nemici. Chandra venne gettata nel fuoco purificatore, che ovviamente non la uccise, anzi generò una fiammata che provocò la distruzione del tempio dove stava avvenendo l’esecuzione. Chandra quindi, non avendo più niente che la tenesse su Regatha, iniziò la sua ricerca per Zendikar.

Chandra a Zendikar

Arrivata su quel piano del Multiverso, il suo obbiettivo era raggiungere L'[card]Occhio di Ugin[/card]. Dopo un lungo pellegrinaggio trovò un vampiro che potesse guidarla verso il suo luogo di destinazione. [card]Anowon, il Saggio delle Rovine[/card] iniziò a condurla verso l’occhio, ma durante una delle notti di viaggio, il vampiro tentò di assassinare la piromante. Lei iniziò a lanciare magie di fuoco che però vennero annullate dagli Edri circostanti. Chadra si era quasi rassegnata alla morte quando apparve [card]Sarkhan Vol[/card] che colpì Anowon alla testa.

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Sarkhan poi si rivolse alla piromante affermando che Chandra era un’intrusa e se ne sarebbe dovuta andare, disperata Chandra utilizzò nuovamente il fuoco senza provocare alcun danno all’altro Planeswalker sempre per via dell’assimilazione degli Edri. Questo tuttavia impressionò Sarkhan che decise di accompagnare Chandra all’Occhio di Ugin. Durante il percorso Chandra intuì che Sarkhan era completamente pazzo. Nelle sale che caverna che conducevano all’Occhio di Ugin, Sarkhan spiegò la natura del suo viaggio, ad un certo punto Sarkhan si trasformò in enorme drago e rivelò a Chandra che la sua morte gli avrebbe permesso di procedere nel risolvere i misteri della stanza.

Chandra Nalaar origini della Piromante
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Inaspettatamente Chandra ricevette l’aiuto di Jace Beleren. Il telepate intuì che l’edro galleggiante sopra di loro assorbiva la magia. Consigliò alla piromante di generare un fuoco invisibile, in modo che l’Occhio di Ugin non potesse vederlo, Jace copiò la sua magia e insieme riuscirono ad atterrare il Drago. L’esplosione stordì tutti i Planeswalker, Chandra attese che si svegliasse anche Jace per uscire insieme dalla caverna. Sia Jace sia Chandra erano stati manipolati per trovarsi lì in quel momento, la loro energia era servita ad innescare qualcosa, ma non sapevano bene cosa…

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Chandra cercò Ramaz, il planeswalker che gli aveva parlato della pergamena, nel loro scontro Chandra ebbe la meglio, Ramaz inginocchiato farfugliò che aveva ricevuto degli ordini specifici dal “Grande Drago” poi fuggì cambiando piano del multiverso. Chandra aveva dei sospetti, ma non riuscì a capire chi fosse questo drago. Tornò poi su Regatha dove i monaci le dissero che era la candidata principale nella successione del suo maestro morto di recente. Quel ruolo non era minimamente nei piani di Chandra che cercava una scusa qualsiasi per defilarsi da quella responsabilità.

Due uomini comparirono dal nulla e andarono verso la piromante, erano Jace e Gideon che chiesero l’aiuto di Chandra sul piano di Zendikar. Inizialmente la ragazza sentiva di dover rimanere nel monastero di Regatha, ma sentendo gli altri due Planeswalker parlare di Eldrazi e della possibile distruzione dell’intero piano di Zendikar, Chandra si convinse a seguire Jace e Gideon al Portale Marino di Zendikar.

Ha così inizio la storia dei Guardiani, continua la storia sulla pagina dedicata alla storia della Battaglia di Zendikar.

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